Il modello terapeutico
Il percorso psicoterapeutico si propone di promuovere un cambiamento accompagnando la persona nel raggiungimento di un nuovo stato di equilibrio che non si limiti a una risoluzione degli aspetti sintomatici del disturbo, ma che coinvolga elementi della propria identità “sentita” e “narrata” (cfr. Cionini, 2013b).
Non considero il sintomo come “bersaglio” diretto del lavoro terapeutico poiché un cambiamento esclusivamente sintomatico non permette la scoperta della radice del problema causa di tale sintomo. E inoltre la sintomatologia espressa, rappresenta il modo migliore che la persona ha trovato per mantenere il proprio equilibrio, nel far fronte a eventi percepiti (più o meno consapevolmente) come soggettivamente scompensanti (Cionini,1998; Cionini, Ranfagni, 2011).
I presupposti del costruttivismo e della fenomenologia privano il terapeuta della possibilità di utilizzare i criteri di giusto/sbagliato,vero/falso, razionale/irrazionale rispetto ai modi di pensare/sentire/agire del paziente e rendono improponibile l’idea che egli possa offrire qualsiasi significato alternativo ”migliore” rispetto a quelli costruiti dalla persona.
L’obiettivo del terapeuta diviene allora, in primo luogo, quello di comprendere l’altro nella sua complessità e particolarità: “il suo modo di essere nel mondo” e aiutarlo a riorganizzare il proprio mondo interiore.
Nel mio approccio particolare rilevanza assume la relazione terapeutica, considerata il principale strumento di cambiamento. Il terapeuta, persona cui il paziente si rivolge in un momento di particolare difficoltà, è una potenziale, importante, figura di attaccamento rispetto alla quale il paziente tenderà a riattivare le stesse aspettative che ha nei confronti delle sue attuali figure di riferimento. Questo ci permette di co-costruire la realtà ed esplorare insieme il mondo interno della persona.
(Cesipc- L.Cionini)
Aree d’intervento
Percorso di Psicoterapia individuale
Mira alla risoluzione di problemi profondi che la persona sente di voler superare, utilizzando una modalità più ampia che permetta, oltre la risoluzione del problema, anche una maggior consapevolezza di se, del proprio funzionamento interiore e di co-costruire con il terapeuta una strategia per il miglioramento della propria qualità di vita. Partendo dall’esplorazione di se stessi per arrivare ad una diversa consapevolezza di noi e del nostro modo di “funzionare”.
Gestione gruppi di sostegno
Il lavoro di gruppo permette una crescita personale importante grazie a un confronto tra persone che vivono momenti simili di difficoltà o disagio. La condivisione di esperienze di vita simili permette di ricevere e dare aiuto ad altri e non sentirsi soli ad affrontare certi problemi. Anche dopo un evento traumatico è importante condividere e si possono utilizzare diversi tipi di metodologie.
Corsi, seminari e consulenza aziendale
Corsi di formazione in psicologia clinica e psicologia dell’emergenza. L’approccio è sicuramente quello didattico ma con una parte pratica con la preparazione e realizzazione di simulate che aiutano a capire determinate situazioni
Psicologia dell’emergenza
La psicologia dell’emergenza si rivolge alle persone colpite da una catastrofe, da un lutto, da un trauma, ma anche ai soccorritori, cioè alle persone che intervengono per prime e che, assieme ai sopravissuti, sperimentano sentimenti di impotenza, angoscia, ansia, disperazione.
Psicologo Psicoterapeuta
Le principali aree di supporto
> Disturbi d’ansia, attacchi di panico e ansia generalizzata.
> Difficoltà nella sfera affettiva, relazionale e familiare
> Gestione dello stress, tecniche di rillassamento e training autogeno
> Elaborazione di lutti, traumi e separazioni
> Crescita personale e potenziamento dell’autostima
> Disturbi dell’umore e disturbi despressivi
Per informazione o anche solo per parlare di una problematica che non sai come affrontare mi puoi contattare via: